1 giugno 2008

Vertice Fao: dal Papa né Ahmadinejad né altri (Eco di Bergamo)


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Roma Dopo quella di un incontro bilaterale con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, salta anche l'ipotesi di un'udienza del Papa per il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che sarà a Roma dal 3 al 5 giugno prossimo per il vertice della Fao sulla crisi alimentare mondiale. Ahmadinejad, ha detto ieri il portavoce del governo di Teheran, Gholam-Hossein Elham, «non ha chiesto incontri né con le autorità di governo italiane né con il pontefice». Pertanto il presidente «prenderà solo parte al vertice».
Ahmadinejad partirà per Roma il 3 giugno: nel tardo pomeriggio è in programma un incontro con alcune grandi aziende italiane con ruoli importanti nei tradizionali rapporti economici tra i due Paesi. Nel 2007 l'interscambio è stato di 5,7 miliardi di euro, una cifra che ha fatto dell'Italia il primo partner commerciale della Repubblica islamica.
Il governo italiano aveva già escluso nei giorni scorsi lo svolgimento di incontri bilaterali sia tra Ahmadinejad e Berlusconi, sia tra il presidente iraniano e il ministro degli Esteri Franco Frattini, secondo il quale «non può essere un interlocutore dell'Italia chi dice che Israele debba essere cancellata dalla carta geografica». Ma la porta non è completamente chiusa. «Facciano un passo serio», ha affermato Frattini appellandosi alle autorità di Teheran, sottolineando che «l'Italia è un Paese moderato e pronto a dialogare con tutti». Alla Repubblica islamica l'Italia, insieme alla comunità internazionale, chiede che accetti di sospendere l'attività di arricchimento dell'uranio nell'ambito del suo programma nucleare, come disposto da quattro risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Per quanto riguarda il Vaticano, nei giorni scorsi erano circolate voci di una richiesta di un incontro di Ahmadinejad con Benedetto XVI presentata dall'ambasciata iraniana presso la Santa Sede. Ma oggi, dopo la smentita del portavoce del governo iraniano, anche fonti diplomatiche accreditate presso il Vaticano hanno detto che la Santa Sede è orientata a non ricevere nessuno dei capi di Stato che interverranno al vertice della Fao. Dopo una settimana di contatti diplomatici, alla fine, vista l'impossibilità di organizzare un'udienza collettiva, la diplomazia vaticana ha chiarito la situazione: papa Benedetto XVI non riceverà nessuno dei capi di Stato che saranno al vertice della Fao di Roma. L'indiscrezione, avvalorata dal successivo silenzio della Santa Sede, è filtrata da fonti diplomatiche straniere ieri mattina, proprio mentre Teheran spiegava che il presidente Ahmadinejad non aveva fatto nessuna richiesta di udienza al Pontefice e quindi non lo avrebbe visto.
Il Vaticano nei giorni scorsi si è speso senza risparmio di energie per cercare di accontentare le richieste arrivate da sette-otto capi di Stato di essere ricevuti da Benedetto XVI. Anche se oggi Teheran ha smentito, sembra che tra i presidenti interessati a parlare con papa Ratzinger ci fosse proprio Ahmadinejad: gli altri nomi circolati sono quelli della presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner, del boliviano Evo Morales, del brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e di alcuni capi di Stato africani. Nessuna ambasciata coinvolta ha però mai confermato o smentito ufficialmente tali richieste. Il Papa sarebbe stato disponibile – a quanto si è appreso – a un'udienza collettiva, forse anche per diluire l'impatto mediatico e politico che un eventuale faccia a faccia con il leader iraniano avrebbe provocato nel mondo, dato il clima di tensione che caratterizza i rapporti tra Iran e Occidente sia sul nucleare che su Israele. L'ipotesi di udienza collettiva si è tuttavia rivelata impraticabile non solo per ragioni logistiche (non tutti i presidenti sarebbero stati a Roma negli stessi giorni) ma anche perché alcuni di loro – pare lo stesso Ahmadinejad – avrebbero insistito per un colloquio a quattr'occhi.
Ratzinger ha un calendario di incontri e di lavoro definito da tempo e si è rivelato impossibile, e forse anche inopportuno, inserire, in tempi così stretti, otto o più udienze private per capi di Stato stranieri. Il problema di scegliere qualcuno a discapito di altri – a quanto si è appreso – nemmeno si è posto. O «sì» a tutti o «no» a tutti, ha ragionato la diplomazia della Santa Sede. Così, alla fine, almeno stando alle fonti diplomatiche, è prevalsa la decisione di non ricevere in udienza pontificia alcun presidente. Non è escluso che qualche personalità o Capo di Stato, presente al vertice Fao, possa alla fine avere colloqui con il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone.

© Copyright Eco di Bergamo, 1° giugno 2008

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